Indovinami, indovino,
«Trovo scritto nei miei libri
che avrà quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì».
che avrà quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì».
«Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno».
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno».
Gianni Rodari nacque in una famiglia modesta il 23 ottobre 1920 a Omegna, sul lago d’Orta: il padre, Giuseppe Rodari, era fornaio e possedeva un negozio a Omegna, mentre la madre, Maddalena Aricocchi, lavorava con lui. Dopo la morte del padre nel 1929, Gianni si trasferì con la madre e il fratello a Gavirate, paese d’origine della madre. Dopo un breve periodo nel seminario cattolico di San Pietro Martire, intraprese studi magistrali, diplomandosi nel 1937. Fin da giovane coltivò la passione per il violino, anche se poco incoraggiata dalla madre. Durante la Seconda Guerra Mondiale, subì la perdita di persone care e si avvicinò alla Resistenza lombarda.
Dopo la guerra, iniziò la carriera giornalistica collaborando con diverse testate, tra cui L’Unità, dove curò la rubrica per bambini "La domenica dei piccoli". Nel 1950 si trasferì a Roma, fondando con Dina Rinaldi il giornale per ragazzi Pioniere. Nel 1951 pubblicò il suo primo libro pedagogico, "Il manuale del Pioniere", suscitando reazioni controverse. Collaborò con diverse testate e lavorò con la RAI e la BBC come autore di programmi per l’infanzia.
Nel 1970 vinse il Premio Hans Christian Andersen, un riconoscimento internazionale per la letteratura per ragazzi. Nel 1973 pubblicò "La grammatica della fantasia", considerata il suo capolavoro, un’opera fondamentale per chi lavora con l’immaginazione. Negli anni successivi, si impegnò in progetti educativi e nel 1976 fondò l’associazione Coordinamento Genitori Democratici, promuovendo una scuola laica e democratica.
Purtroppo, nel 1980 Rodari venne ricoverato per un intervento d’urgenza e morì il 14 aprile per shock cardiogeno, all’età di 59 anni. Oggi riposa nel cimitero del Verano a Roma, ma il suo lascito letterario continua a ispirare generazioni.
Dopo la guerra, iniziò la carriera giornalistica collaborando con diverse testate, tra cui L’Unità, dove curò la rubrica per bambini "La domenica dei piccoli". Nel 1950 si trasferì a Roma, fondando con Dina Rinaldi il giornale per ragazzi Pioniere. Nel 1951 pubblicò il suo primo libro pedagogico, "Il manuale del Pioniere", suscitando reazioni controverse. Collaborò con diverse testate e lavorò con la RAI e la BBC come autore di programmi per l’infanzia.
Nel 1970 vinse il Premio Hans Christian Andersen, un riconoscimento internazionale per la letteratura per ragazzi. Nel 1973 pubblicò "La grammatica della fantasia", considerata il suo capolavoro, un’opera fondamentale per chi lavora con l’immaginazione. Negli anni successivi, si impegnò in progetti educativi e nel 1976 fondò l’associazione Coordinamento Genitori Democratici, promuovendo una scuola laica e democratica.
Purtroppo, nel 1980 Rodari venne ricoverato per un intervento d’urgenza e morì il 14 aprile per shock cardiogeno, all’età di 59 anni. Oggi riposa nel cimitero del Verano a Roma, ma il suo lascito letterario continua a ispirare generazioni.

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